6 Giugno 2026 · Vertenze, diritti e lavoro

Le considerazioni del Segretario Generale sulla strage di 𝐀𝐦𝐞𝐧𝐝𝐨𝐥𝐚𝐫𝐚.

Le considerazioni del nostro Segretario Generale Giuseppe Valentino sulla strage di 𝐀𝐦𝐞𝐧𝐝𝐨𝐥𝐚𝐫𝐚.

𝐀𝐦𝐞𝐧𝐝𝐨𝐥𝐚𝐫𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨.

Sto andando ad Amendolara per partecipare alla manifestazione della FLAI CGIL Calabria Flai Cgil Nazionale che posso solo ringraziare per aver voluto reagire immediatamente all’orrore ed alla disumanità.

Intendo di Stato come condizione, cioè lo stato delle cose, di come siamo fatti come persone, di quanto vale il nostro lavoro, i nostri corpi, la nostra anima, in definitiva la nostra vita in una terra, in un sistema che ci vuole schiavi quale che sia il lavoro che facciamo.

Siamo corpi fatti per produrre e con questa logica il capitalismo, le imprese, il sistema economico va avanti spregiudicato ed incurante di chi rimane schiacciato sotto.

E lo Stato? Lo Stato è complice di queste logiche perché anche in questa vicenda chi lo rappresenta si è addolorato, ha pronunciato parolone di Giustizia e di circostanza, per poi non fare NULLA.

Nel nulla ci metto anche l’incapacità – o peggio l’indifferenza – a far si che il sentimento di indignazione che ha attraversato la Calabria ed il resto del mondo di fronte a quattro esseri umani bruciati vivi in mezzo alla strada divenisse sentimento di Stato.

Bastava favorire la partecipazione alla manifestazione organizzando pullman regionali per garantire a tantə giovane che lo hanno chiesto la possibilità di arrivare ad Amendolara senza rischiare la vita sulla SS106 o senza dover sperare che i mezzi messi a disposizione dalla nostra organizzazione passassero dal loro paese.

Invece nemmeno un gesto concreto, non una visita Istituzionale tra un aereo perso e uno spettacolo costato miliardi per celebrare l’arma dei carabinieri che tutti noi ringraziamo per il loro lavoro ma che avrebbe bisogno di mezzi ed uomini per controllare e prevenire il crimine più orribile: lo sfruttamento di un essere umano.

Lo Stato non c’è ad Amendolara, tocca a noi fare la parte di coloro che mancheranno.

So bene che non ci saranno nemmeno i lavoratori sfruttati – nei campi o in ogni altro luogo poco importa – non ci saranno perché hanno paura, una fottuta paura di perdere il lavoro e con esso un ultimo briciolo di dignità.

Per questo dobbiamo esserci noi, per far crescere la speranza di poter vivere in uno Stato migliore, più giusto, equo, solidale, degno dei suoi cittadini migliori.

Io ci sarò anche perché voglio realizzare, guardare da vicino con i miei occhi, sentire l’odore nelle narici, il senso di disgusto nelle viscere, l’indignazione nel cuore e poi marciare assieme ai miei, vostri, nostri compagnə di strada per dire che noi saremo sempre dalla parte giusta, che è quella degli ultimi, dei reietti, degli sfruttati ed emarginati, dove lo Stato non vuole stare…
bisognerà portarlo!

🎈