VIGILANZA PRIVATA: lavoratori alla fame. urgente il rinnovo del CCNL scaduto da sette anni. 

Tra rapine e furti, cresce il bisogno di sicurezza ma chi lavora in questo comparto è alla fame. Dov’è lo Stato? 

La cronaca giudiziaria di questi ultimi giorni ci consegna gli esiti di processi legati a rapine ai danni di società di vigilanza privata con servizio portavalori. Cronache che raccontano la violenza criminale quasi romanzata con effetti speciali da cinema e i retroscena di furti da capogiro.  

627500 €, l’incasso della rapina di Reggio Calabria, consegnati in mano ai banditi da una guardia giurata che quella cifra l’avrebbe guadagnata dopo 40 anni di lavoro tra le strade calabresi, di giorno e di notte, in un gabbiotto e con una pistola come un’unica compagna, sperando che la sorte sia clemente. 

vigilanti e addetti alla sicurezza privati, uomini e donne, dimenticati dalle cronache così come dalle stesse aziende e dalle istituzioni. si pensi che il CCNL nazionale di settore è scaduto da SETTE anni, anni nei quali il costo della vita correva mentre le misere buste paghe sono rimaste al palo.  

tante le iniziative che il sindacato unitario ha organizzato in questi sette anni per chiedere un rinnovo contrattuale che ridia dignità ad un settore precario e povero: scioperi, manifestazioni, sollecitazioni ai vari ministeri perché intervengano in soccorso a queste lavoratrici e lavoratori.  

un settore che è diventato poco appetibile per chi deve lavorare per poter vivere dignitosamente mentre paradossalmente cresce il bisogno di sicurezza, tanto che è normale incrociare quotidianamente la sagoma di un addetto alla vigilanza nel nostro quotidiano, in una banca, un supermercato, un ospedale o un’università. Ma l’assoluta irresponsabilità della parte datoriale sta ostacolando ancora la definizione di un accordo di rinnovo del CCNL, perciò la mobilitazione sindacale non si ferma; soprattutto in Calabria, dove per non smentirsi rispetto alla tradizione “u cani muzzica sempri u sciancatu” proprio l’azienda di vigilanza coinvolta nelle rapine ha annunciato la volontà di disdettare i contratti integrativi in essere (circa 150€ in meno in busta paga per dipendente).  

La Filcams CGIL Calabria sosterrà ogni iniziativa che possa portare ad un avanzamento della trattativa nazionale per il rinnovo del contratto e per migliorare le condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. Chiediamo conto alla politica ed alle Istituzioni, a chi ricopre incarichi prestigiosi di Governo e si riempie la bocca di parole come Sicurezza e Legalità, di intervenire per sanare questa vergognosa situazione sociale. Non si può patire la fame nel mentre si lavora anche 12 ore al giorno tra turni massacranti e cangianti che non ti permettono di avere una vita regolare, non si può sopportare ulteriormente questo scandalo, soprattutto se si pensa che la gran parte delle attività lavorative del settore dipendono da appalti pubblici, non si può lavorare in questo… Stato.  

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